Il percorso del padel, da un singolo campo improvvisato in un cortile in Messico a uno sport praticato da oltre 25 milioni di persone in tutto il mondo, è una delle storie di crescita più sorprendenti dello sport moderno. Ci sono voluti un terreno angusto, un regalo di compleanno e le vacanze estive di un principe spagnolo per innescare una serie di eventi che alla fine hanno dato vita a un settore globale da miliardi di euro. Questa guida ripercorre quel percorso, da Acapulco nel 1969 fino allo sport internazionale che il padel è diventato oggi.
Una soluzione nel cortile di casa ad Acapulco, 1969
Il padel è nato da un semplice problema di spazio. Enrique Corcuera, un imprenditore messicano appassionato di tennis, non aveva spazio a sufficienza nella sua proprietà a Las Brisas, ad Acapulco, per costruire un campo da tennis regolamentare. Anziché rinunciare all’idea, costruì invece un campo più piccolo, di 20 metri per 10, circondandolo con muri alti tre metri e aggiungendo una rete da tennis al centro. Quel campo recintato, realizzato per pura necessità, divenne il primo campo da padel della storia.
Il regolamento di Viviana Corcuera: un regalo di compleanno che ha formalizzato uno sport
Il campo di Enrique aveva bisogno di regole per funzionare davvero come un gioco, e quel compito toccò a sua moglie, Viviana Corcuera, ex Miss Argentina. Scrisse la prima serie ufficiale di regole del padel e le presentò al marito come regalo di compleanno, trasformando ciò che era iniziato come un’improvvisazione nel cortile di casa in qualcosa di veramente strutturato. Questo dettaglio – il regolamento fondatore di uno sport che arriva come regalo anziché come decisione ufficiale di un organo di governo – coglie quanto fossero genuinamente informali le origini del padel.
Nota
Le pareti che oggi caratterizzano il padel non furono una scelta progettuale deliberata per motivi strategici, ma una soluzione pratica per impedire alla palla di volare fuori dalla proprietà di Corcuera nei giardini dei vicini.
Attraversando l’Atlantico: il padel arriva in Spagna
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La diffusione del padel oltre i confini del Messico ebbe inizio con una vacanza. Il principe Alfonso di Hohenlohe, un aristocratico spagnolo, trascorse le sue vacanze estive a casa di Corcuera ad Acapulco nei primi anni ’70 e lì provò il nuovo sport. Gli piacque al punto da portarlo in patria, costruendo i primi campi da padel in Europa presso il Marbella Club Hotel sulla Costa del Sol, in Spagna. Quei due campi sulla costa andalusa segnarono il primo passo del padel verso la sua trasformazione in uno sport internazionale.
Julio Menditeguy porta il padel in Argentina
L’arrivo del padel in Argentina avvenne grazie a un legame personale simile. Julio Menditeguy, un argentino membro del tennis club del principe Alfonso a Marbella, scoprì lì questo sport e decise di introdurlo nel suo Paese. I primi campi argentini sorsero in club come il Club Tortugas e l’Ocean Club di Mar del Plata, e lo sport decollò rapidamente in un paese già profondamente appassionato di tennis e di altri sport con la racchetta.
Importante
La crescita iniziale del padel si basò quasi interamente su persone benestanti e con le giuste conoscenze che portarono questo sport in patria dalle vacanze e dai circoli privati, non su alcuna campagna di marketing organizzata. Fu proprio quella diffusione informale, basata sul passaparola, a determinare quali paesi adottarono per primi il padel.
Perché lo sport ha attecchito per primi proprio in questi paesi specifici
Non è una coincidenza che la crescita iniziale del padel abbia seguito una ristretta rete sociale di ricchi membri di club di tennis, anziché diffondersi in modo uniforme in tutto il mondo. Corcuera, Hohenlohe e Menditeguy frequentavano tutti gli stessi circoli, in parte sovrapposti, di club di tennis e località di villeggiatura; ciò significava che i primi passi internazionali di questo sport dipendevano interamente da chi, in quella particolare estate, si trovasse a visitare la casa o il club di chi. Questo modello spiega perché le prime roccaforti del padel si concentrarono così strettamente attorno all’alta società spagnola e argentina prima di diffondersi più ampiamente.
Gli anni ’80: il padel si diffonde nelle Americhe e in Europa
Nel corso degli anni ’80, il padel si espanse ben oltre le sue roccaforti originarie in Messico, Spagna e Argentina, raggiungendo Brasile, Uruguay, Cile, Francia, Stati Uniti e Canada. L’Argentina, in particolare, ha accolto lo sport con tale entusiasmo che all’inizio degli anni ’90 è diventato il secondo sport più popolare del paese, secondo solo al calcio. Nel 1988 l’Argentina fondò l’Asociación Padel Argentino, la prima associazione nazionale dedicata a questo sport, e quello stesso anno ospitò a Mar del Plata la prima competizione internazionale tra Spagna e Argentina.
La formalizzazione dello sport: la nascita della FIP
Nel 1991, il padel si era diffuso a tal punto in diversi paesi da rendere necessaria la creazione di un vero e proprio organo di governo internazionale. Argentina, Spagna e Uruguay si riunirono a Madrid per fondare la Federazione Internazionale di Padel, nota come FIP, con l’obiettivo di standardizzare le regole e organizzare competizioni a livello globale. Quella struttura formale ha fornito al padel le basi necessarie per continuare ad espandersi in nuovi mercati con regole coerenti ed eventi internazionali riconosciuti, evitando che ogni paese sviluppasse in modo isolato una propria versione leggermente diversa di questo sport.
Il boom moderno: Premier Padel ed espansione globale
A partire dagli anni ’90, il padel ha progressivamente consolidato la propria presenza in Italia, Svezia, Portogallo, Paesi Bassi e, infine, nel Regno Unito, con un numero di club in crescita in ogni nuovo mercato. Il circuito professionistico di questo sport si è ulteriormente evoluto con il lancio del World Padel Tour e, più recentemente, del Premier Padel, sostenuto da Qatar Sports Investments, che ha portato al gioco professionistico montepremi più consistenti e una visibilità internazionale più ampia di quanto lo sport avesse mai visto prima.
| Anno | Tappa fondamentale |
|---|---|
| 1969 | Enrique Corcuera costruisce il primo campo da padel ad Acapulco, in Messico |
| Primi anni '70 | Il principe Alfonso di Hohenlohe introduce il padel in Spagna |
| 1975 | Julio Menditeguy porta il padel in Argentina |
| 1988 | L'Argentina fonda la prima federazione nazionale di questo sport |
| 1991 | A Madrid viene fondata la Federazione Internazionale di Padel (FIP) |
| Anni 2020 | Nasce Premier Padel, che accelera la crescita globale |
Una nuova ondata: Stati Uniti e Medio Oriente
L'ultimo capitolo della diffusione del padel ha visto protagonisti mercati che non avevano quasi alcun legame con gli ambienti originari di questo sport, ovvero la Spagna e l'Argentina. Gli Stati Uniti, in particolare, hanno assistito negli ultimi anni a una rapida costruzione di campi e all'attenzione delle celebrità, mentre gli Stati del Golfo, in particolare il Qatar, sono diventati importanti finanziatori del gioco professionistico grazie al loro investimento in Premier Padel. A differenza degli esordi organici di questo sport, basati sul passaparola, quest’ultima ondata di crescita è stata guidata in modo mirato, attraverso investimenti diretti e strategie di marketing, piuttosto che da un aristocratico in vacanza che provava un nuovo gioco per divertimento.
Dove si trova oggi il padel
A più di 55 anni da quando Enrique Corcuera risolse un semplice problema di spazio nel cortile di casa, il padel è diventato uno sport praticato da circa 25 milioni di persone in oltre 90 paesi, con un mercato globale valutato a oltre due miliardi di euro. Lo sport sta ora perseguendo attivamente l’inclusione nei Giochi Olimpici, con gli organizzatori che puntano ai Giochi del 2032 come obiettivo realistico, un livello di ambizione che sarebbe sembrato straordinario a chiunque si trovasse su quel primo campo a Las Brisas.
Consiglio
La prossima volta che giocherete una partita, ricordate che le pareti che state utilizzando per mantenere vivo lo scambio erano in origine solo un modo per impedire alla palla di finire nel giardino di un vicino. La caratteristica più distintiva del padel è nata come una soluzione pratica, non come una scelta progettuale strategica.
La diffusione globale del padel non è stata il risultato di una singola azienda o di una campagna di marketing coordinata, ma è avvenuta grazie a una serie di contatti personali: un principe in vacanza, un socio di un club argentino, una manciata di federazioni nazionali che hanno deciso di formalizzare ciò che aveva già preso piede. Quel modello di diffusione dal basso, basato sul passaparola, iniziato più di cinquant’anni fa, è ancora riconoscibile nel modo in cui il padel continua a raggiungere nuovi paesi oggi, un nuovo giocatore entusiasta e un nuovo club alla volta.
Ciò che è cambiato è la velocità. Il padel ha impiegato circa due decenni per passare da un singolo cortile messicano a uno sport internazionale formalmente regolamentato con una propria federazione. Oggi, un nuovo mercato può passare da una presenza quasi inesistente del padel a decine di club nel giro di pochi anni, spinto dallo stesso fascino del passaparola in cui Corcuera si imbatté nel 1969, solo che ora si muove in modo considerevolmente più veloce grazie ai social media, agli investimenti professionali e a un interesse globale molto più ampio per un nuovo sport da provare.

